Cellulare con scritto sopra Facebook e cancellato da una matita

Ogni giorno, miliardi di utenti navigano su Facebook, viaggiano su Google, comprano su Amazon, curiosano su Wikipedia, postano su Instagram

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Big Data

Attraverso la manipolazione dei cosiddetti Big data, il web suggerisce argomenti e prodotti interessantisui dati dell’utente. Proprio come se tutti fossimo costantemente sotto la lente di un “Grande fratello”, che analizza ogni nostro comportamento. Il sistema, che ha fini commerciali, consente alle aziende di creare campagne perfettamente mirate per vendere i propri prodotti o servizi.

Quello dei Big data è indubbiamente un mondo affascinante, che offre opportunità fino a ieri impensabili, ma bisogna andarci cauti.

Facebook e lo scandalo Cambridge Analytica

La stampa internazionale ha, infatti, gridato allo scandalo su Mark Zuckerberg. L’uomo-facebook  ha lasciato che una società chiamata Cambridge Analytica usasse i profili dei suoi utenti per condizionare la campagna elettorale americana e il referendum sulla Brexit.

In sostanza, Cambridge Analytica elaborava informazioni su milioni di utenti fino a capirne le ideologie e le tendenze psicologiche. Poi spingeva loro a votare Donald Trump o a scegliere di uscire dall’Europa. Ma a pagarla cara è stata proprio Facebook. Mark ha visto le proprie azioni svendute in borsa nei giorni successivi alla diffusione della notizia.

Le strategie di Marketing

Addirittura le grandi aziende si sono scagliate contro il social network. Elon Musk (fondatore e CEO di SpaceX, Tesla Motors, Neuralink, PayPal, OpenAI e The Boring Company) ha deciso di cancellare le pagine delle sue aziende dalla piattaforma, una scelta replicata anche da Playboy. Nessuna delle compagnie ha lasciato, però, Instagram, sempre di proprietà di Zuckerberg. E qui sorge il dubbio che si tratti di strategie di marketing ben ponderate.

Facebook non ha mai nascosto il suo modello di business

A scontare la pena sul mercato, sono anche altre società come Amazon, Twitter  e anche Google . Pare che agli azionisti sia sorto il dubbio che tutte le aziende che lavorano nel settore facciano come Facebook nella gestione dei dati personali.

Ciò che a molti sfugge è che raccogliere e vendere i dati degli utenti, nei termini e modi previsti dalla legge,  è, da sempre, l’attività dichiarata della piattaforma. Agli utenti, Facebook offre in cambio un social network gratuito per rimanere in contatto con i propri amici e per lo svago personale.

Condizioni di Utilizzo

Queste sono le condizioni di utilizzo che ogni utente accetta, consapevolmente o meno, iscrivendosi al social network. Questa è la filosofia con la quale Facebook e tutte le aziende che vi “soggiornano” hanno guadagnato per anni.

In conclusione, l’argomento su cui questa vicenda deve portare a riflettere non è il fatto che Facebook non sia riuscita a controllare l’uso improprio che le aziende fanno dei dati. La cosa importante è che non esiste ancora nessun freno alla quantità e alla tipologia dei dati personali che è possibile raccogliere. Bisognerebbe cominciare a discutere di leggi sulla privacy che di fronte ad una simile vicenda risultano palesemente inadeguate.

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